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Grimaldi | 21 | Rome
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Take care.

E’ una settimana che usciamo insieme e non riusciamo a star lontani per troppo tempo, ho bisogno di lei e non riesco a farne a meno. Ieri siamo andati dove ci siamo dati il nostro primo bacio… Quel bacio che le ho dato mentre piangeva. 

Ha voluto che le raccontassi di mio padre e mi è sembrato strano perché io non ho un padre. Poi le ho detto tutto quello che potevo e non è mai facile… Ho dovuto prendere quelle parole da un punto così nascosto dentro di me che credo che per raggiungerle devo essermi fatto male.

Non volevo mettermi a piangere così mi sono trattenuto, Allora non l’ho fatto e mentre stavamo andando al McDonald’s per usare il bagno mi ha raccontato parte della sua storia e di suo padre. A quel punto è cominciata una di quelle crisi che non ho da diverso tempo… Volevo prendere a pugni qualcosa, qualche muro, almeno fino a farmi sanguinare le mani… Ha cercato di chiedermi se ci fosse qualcosa che non andasse, ma quello a cui lo chiedeva non ero io. 

Ero in un altro posto, non so dove, ma non dentro al Mc e tutta quella gente la vedevo e mi soffocava, anche se mi sembravano tutti così lontani… Ha cominciato a prendermi uno strano calore, penso che la mia pressione arteriosa sia salita perché sentivo tutte le vene in rilievo sulle mani, poi ho cominciato a grattarmi vicino alle cicatrici, prima non si notava, poi ho cominciato a farlo sempre più forte. Non so perché, ma lo facevo. E lei mi ha tolto le mani da lì… Per fortuna l’ha fatto altrimenti mi sarei ritrovato con la pelle tutta consumata e forse avrei macchiato di sangue la maglietta…

Eravamo in fila per il bagno in quel momento e lei aveva paura di lasciarmi, perché io avevo smesso di grattarmi (anche se le mani finivano sempre su quel punto per ricominciare) e quindi l’unica cosa che facevo era stringere i pungi più forte che potevo… 

Quando sono entrato nel bagno da solo lei deve essersi preoccupata molto e mi dispiace… Quel bagno puzzava di piscio, ma non mi interessava. Sono rimasto solo lo stretto necessario perché non volevo che lei mi aspettasse troppo tempo e si preoccupasse ancora di più. Dopo essermi lavato le mani mi sono tirato un pugno vicino alla clavicola perché ne avevo bisogno e non potevo fare molto in quel bagno, almeno non mi vedeva nessuno…

Poi sono uscito e c’era lei. Siamo usciti subito senza parlare. Non siamo tipi da posti affollati, ma non ce ne fregava niente e  appena abbiamo trovato un posto dove sederci l’abbiamo fatto anche se c’erano turisti ovunque. Mi ha abbracciato e io l’ho stretta forte perché volevo sapesse che in quel momento era una parte di me e che potevo solo immaginare quanto abbia sofferto e mi sono sentito un po’ meglio. Così ho cercato di scaricare tutto…

Ho preso a respirare forte, sempre di più e poi veloce… Quando ho capito che in quel momento eravamo insieme e che lei si era presa cura di me quando non c’ero con la testa, ho cominciato a calmarmi e a respirare normalmente. Poi però sono scese quelle lacrime che trattenevo e solo dopo mi sono reso conto che piangeva anche lei… Mi ha detto “Sei ancora più bello quando piangi” e mi ha fatto ridere. Poi mi ha detto quelle cose belle che solo lei sa dire in quel modo, di come stava male prima di conoscermi e di come in una settimana sono cambiate le cose e allora ho pianto più di prima, ma non perché ero triste, ero anche un po’ felice, è da un po’ che mi succede di non sapere come sto a dire il vero. 


11 note #me #titolo l'ho #rubato #da jenna hamilton #panda
  1. postato da theoppositeofmyself